Nota di chiarimento Stampa

Potenza, 3 maggio 2010

Con riferimento a recenti articoli apparsi su testate locali relativi all’operato di Sviluppo Basilicata in relazione alla gestione di fondi Sovvenzione Globale/FESR, alla Sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea del 25 marzo 2010 «Impugnazione – Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR) – Riduzione del contributo finanziario – Sovvenzione globale per la realizzazione di misure di incentivazione alle piccole e medie imprese……», ed a recenti procedure di reclutamento del personale adottate dalla società cui i predetti articoli fanno riferimento, si precisa quanto segue:

la Commissione Europea, in sede di verifica del Rapporto di Valutazione finale del progetto di Sovvenzione Globale 94/99 elaborato da SI Basilicata, ha ritenuto non ammissibile una parte del contributo comunitario a causa della diversa interpretazione della normativa comunitaria in materia di ammissibilità delle spese nell’ambito dei Fondi strutturali per il periodo 1994/1999.

Gli uffici della Commissione Europea hanno infatti inteso concluso l’intervento comunitario al 31.12.2001 e non alla scadenza del Fondo (16.12.2009) così come previsto nel progetto approvato ed allegato alla Convenzione stipulata in data 22 luglio 1999.

Alla società è parso pertanto opportuno far ricorso ed impugnare l'atto anche in virtù degli apprezzamenti ricevuti da parte della Commissione europea nell’ambito delle periodiche riunioni del Comitato di Sorveglianza sulle attività svolte.

Non si tratta dunque, come impropriamente rilevato, di incapacità di utilizzare in maniera corretta i fondi.

Gli atti definenti le motivazioni e la controversia sono pubblici ed accessibili a chi voglia preliminarmente assumere corrette informazioni sulle questioni per dibatterne.

"In ordine all'assunzione di due unità con contratto interinale in presunta violazione dell'art. 18 comma 2 del dl 112/2008 convertito nella legge 6.8.2008 n. 133”, si fa presente che le assunzioni in questione sono state fatte nel pieno rispetto della normativa vigente.
Il rapporto di lavoro dei dipendenti di Sviluppo Basilicata è disciplinato da un contratto collettivo di natura privatistica, che disciplina anche le tipologie contrattuali da utilizzare con il personale, e nello specifico, la società non ha fatto altro che attenersi ad un accordo sottoscritto con le OO.SS. di categoria, al momento del subentro della Regione Basilicata, che espressamente prevedeva l'obbligo per la società, ove la stessa avesse fatto nuove assunzioni, di privilegiare coloro che a vario titolo avessero già collaborato con la stessa, ricoprendo profili ovvero mansioni analoghe a quella da attribuire all'esito dell'assunzione.
Non può pertanto imputarsi alla società alcunché di irregolare considerata, altresì, la pacifica inapplicabilità nella fattispecie della normativa invocata per le assunzioni in questione.

Sviluppo Basilicata, nel corso della sua ventennale attività ha gestito varie risorse finanziarie attraverso le quali ha potuto fornire un certo contributo per favorire la crescita del territorio, delle imprese, dell’occupazione (oltre 60 milioni di euro di investimenti attivati, oltre 3.000 imprese supportate, oltre 4.500 nuovi posti di lavoro creati). Con tutti i dipendenti sta ora affrontando una nuova importante sfida tesa alla realizzazione della missione di sviluppo e competitività assegnatale dalla Regione Basilicata a favore dell’intero territorio. E’ attualmente aperto un tavolo di confronto con tutte le sigle sindacali sul modello organizzativo societario rispetto al quale, in particolare, è apparsa del tutto incomprensibile la recente nota stampa del Segretario regionale FIBACISL sulle predette questioni.

 

Raffaele Ricciuti
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